Da molti anni la scuola secondaria superiore tenta di adeguare la formazione scolastica al sempre più rapido evolversi, arricchirsi e articolarsi delle conoscenze.
Alla scuola si riconoscono e attribuiscono sempre nuovi compiti formativi nello sforzo di offrire ai giovani gli strumenti necessari ad affrontare una realtà sempre più complessa e problematica.
La finalità ultima dell'educazione oggi è quella di insegnare ad imparare, perché lo studente sviluppi quell'attitudine all'apprendimento continuo che, da sola, gli permetterà di affrontare il nuovo sia a livello cognitivo che operativo-professionale.
Dare senso all'imparare è quindi l'imperativo necessario perché il sapere non appaia solo come conoscenza organizzata nell'ambito delle diverse discipline, ma come padronanza, cioè come competenza d'uso delle conoscenze. Questo vuol dire che accanto alla memorizzazione e comprensione dei dati si propone come irrinunciabile la conoscenza delle strategie per costruire altro sapere e la capacità di usarle per renderlo produttivo.
A questo scopo alcuni docenti del nostro Istituto, in cui è presente una tradizione di esperienze di sperimentazione più che ventennale, hanno sentito l'esigenza di riflettere attentamente sulle valenze formative delle discipline, sui processi che attivano e sostengono gli apprendimenti e sulle operazioni con cui esperienze e conoscenze si trasformano in modelli cognitivi fluidi e funzionali, capaci di conferire significato a ciò che si impara.
Sono nati così dei progetti, per lo più interdisciplinari o coinvolgenti più classi , molto diversi tra loro, ma sicuramente con un denominatore comune: quello di favorire un apprendimento il più possibile critico e creativo.
In tutti i progetti, infatti, quella che viene trasmessa è l'immagine di un sapere vivo, che nasce in risposta ai bisogni, si sviluppa e cresce per tappe evolutive, si confronta e si scontra con l'esperienza per successive conferme.
Particolare attenzione è stata rivolta ai processi con cui si attivano gli apprendimenti: questi infatti sono stati ritenuti significativi se stimolano e attivano operazioni di problematizzazione, mettendo in correlazione domande e risposte, risorse e strumenti.
La metodologia che ha caratterizzato questi diversi progetti didattici si è affidata da una parte a modalità di apprendimento interattive e capaci di valorizzare i diversi stili cognitivi degli allievi, dall'altra alla dimensione interdisciplinare per meglio evidenziare il quadro culturale in cui si colloca l'evoluzione del sapere.
Lo scopo è stato quello di non limitarsi a una semplice trasmissione di conoscenze, ma aiutare gli allievi a cercare, organizzare, gestire le conoscenze, contribuendo al tempo stesso allo sviluppo delle capacità relazionali e sociali e realizzando così occasioni per un clima di lavoro più fertile e avvincente.
Gli alunni, interagendo in maniera creativa e incrementando la consapevolezza del proprio apporto al progetto comune, hanno spesso risolto quelle insicurezze sul piano della motivazione allo studio che, se non affrontate, contribuiscono a generare condizioni di malessere.
La partecipazione a questi progetti si è risolta in una formazione continua non solo degli allievi ma anche degli insegnanti in quanto sono state scambiate esperienze, confrontate le metodologie, identificati i divari. La cooperazione fra colleghi ha permesso di acquisire nuovi punti di vista sull'attività e progettazione didattica, nella consapevolezza di come lo stile di insegnamento incida sull'apprendimento.
